{"id":495,"date":"2016-03-15T21:58:33","date_gmt":"2016-03-15T21:58:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giuseppevisona.it\/?p=495"},"modified":"2016-03-15T21:58:33","modified_gmt":"2016-03-15T21:58:33","slug":"15-marzo-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppevisona.it\/index.php\/2016\/03\/15\/15-marzo-2016\/","title":{"rendered":"15 marzo 2016"},"content":{"rendered":"<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-487 alignleft\" src=\"http:\/\/www.giuseppevisona.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/particolato.jpg\" alt=\"particolato\" width=\"684\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppevisona.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/particolato.jpg 641w, https:\/\/www.giuseppevisona.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/particolato-300x91.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table style=\"height: 36px;\" width=\"710\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table style=\"height: 5px;\" width=\"208\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Abbiamo perso il senso critico, vittime del conformismo e dell\u2019adeguamento all\u2019andazzo generale, della convenienza del momento, dell\u2019interesse particolare senza capacit\u00e0 di integrazione. In compenso siamo diventati bravi nelle lamentele, nei brontolamenti e nel subire qualsiasi angheria. Significa che abbiamo rinunciato ad alcuni processi mentali di osservazione, analisi e valutazione. Un tempo, quando frequentavo la scuola dei preti, la chiamavano meditazione. Ora non \u00e8 pi\u00f9 di moda, ma il senso critico serve ancora, serve ancora adottare un processo di riflessione per giungere a costruire un giudizio sulla mia esperienza, sulla definizione di chi sono e di chi siamo. Il senso critico aiuta ad andare oltre l\u2019attimo per tentare di comprendere le conseguenze dell\u2019esistenza e dell\u2019operare. Comprendere i fattori che mi influenzano mentalmente ed operativamente, rende le mie scelte consapevoli e probabilmente pi\u00f9 precise e lucide, pi\u00f9 accurate e produttive. Il pensiero critico trae informazioni dalla capacit\u00e0 di osservare, dall\u2019esperienza, dalla comunicazione sviluppando un sicuro miglioramento cerebrale e comportamentale. Sembra che la teoria pi\u00f9 accreditata e sostenuta in questi tempi, anche nel sistema produttivo, sia quella che viene definita ad U che comprende tre fasi a ciclo continuo: osserva, rifletti, agisci. Noi medici non abbiamo studiato psicologia, ma alcuni studi sono certamente utili. Riprendo alcuni concetti di Linda Elder che sostiene che la mente umana \u00e8 incline ad assumere atteggiamenti come<\/p>\n<p><strong>Egocentrismo<\/strong>: \u00e8 la tendenza umana innata a vedere il mondo solo in relazione a se stessi. Secondo lo psicologo infantile <strong>Jean Piaget,<\/strong>\u00a0bambini e adolescenti sono egocentrici perch\u00e8 nelle prime fasi della vita ogni nuovo pensiero nasce incorporando il mondo in un delirio di onnipotenza. Tale tendenza si stempera parzialmente con le esperienze della crescita quando si va alla ricerca di un accomodamento con la realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Sociocentrismo (o egocentrismo di gruppo)<\/strong>: \u00e8 la tendenza umana innata a vedere il mondo dalla prospettiva ristretta e fuorviante del gruppo cui si appartiene, e agire conseguentemente nel mondo attraverso credenze (per lo pi\u00f9 inconsce e parziali) del gruppo: influenze etiche, regole, interessi, ecc.\u00a0 Egocentrismo e sociocentrismo si combinano in ogni mente umana, dalla nascita alla morte in vario grado, a formare una percezione del mondo distorta che pu\u00f2 essere mitigata solo da un pensiero razionale &#8220;conscio&#8221;. Siamo rimasti alla prima fase? La formazione di un pensiero critico \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 interdisciplinare nella quale vengono integrate, correlate e applicate varie discipline. Si potrebbe anche dire che il senso critico \u00e8 &#8220;un pensiero razionale e riflessivo focalizzato a decidere cosa pensare o fare&#8221;. Il pensiero critico \u00e8 l&#8217;attitudine a uno scetticismo riflessivo nei confronti di ci\u00f2 che leggiamo e ascoltiamo (dalle persone, dalla TV, dalla radio, dai giornali, dai sindacati ecc). Critico, in quest&#8217;ottica, non significa solo andare alla ricerca di errori, incoerenze, debolezze ma significa giudicare ci\u00f2 che \u00e8 apprezzabile (e perch\u00e8) e ci\u00f2 che non \u00e8 apprezzabile nei testi che leggiamo o nei discorsi che ascoltiamo, nelle scelte che ci vengono chieste od imposte. Questo atteggiamento consente di giungere ad una sintesi, ad una comprensione equilibrata, ad una libert\u00e0 di pensiero da confrontare senza paura. <strong>Il pensiero critico \u00e8 una capacit\u00e0 intellettuale che va sviluppata e non un&#8217;attitudine che si eredita geneticamente, esso non \u00e8 una credenza ma un processo.<\/strong> E\u2019 da tanto tempo che abbiamo rinunciato a questo orientamento per il quieto vivere, per portare a casa un piccolo premio immediato senza valutare le conseguenze ed il costo futuro di tali scelte. Per una infinitesima parte di \u20ac abbiamo accettato di compilare moduli e moduli. Tutti gli escamotage per avere un aumento di stipendio si sono tradotti in schiavit\u00f9. Si doveva avere il coraggio di chiedere l\u2019adeguamento per le nostre capacit\u00e0 professionali e non le PIP ( incredibile). Bisogna riscoprire la necessit\u00e0 di <strong>Osservare<\/strong>: che non significa guardare, ma andare oltre l\u2019apparenza. Bisogna tornare a <strong>Riflettere<\/strong>: consiste nel fare (o farsi) delle domande, quali: cosa sei?, cosa vuoi?, come lo sai?, perch\u00e9?, per quanto tempo? si tratta di sforzarsi di \u00a0essere riflessivi, cio\u00e8 di fermarsi a pensare piuttosto che esprimere giudizi impulsivi, accettare la prima idea che salta alla mente o tutto ci\u00f2 che i mass media o i social media o i sindacati, o i politici propongono. Ed infine <strong>Cercare alternative<\/strong>: consiste nell&#8217;enfatizzare la ricerca di ipotesi alternative e punti di vista diversi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo perso il senso critico, vittime del conformismo e dell\u2019adeguamento all\u2019andazzo generale, della convenienza del momento, dell\u2019interesse particolare senza capacit\u00e0 di integrazione. In compenso siamo diventati bravi nelle lamentele, nei brontolamenti e nel subire qualsiasi angheria. 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